#Webcoming 13 – Axecop

#Webcoming è la rubrica dove vi racconto in due parole i webcomic che mi sono piaciuti, quelli che non mi sono piaciuti, o quelli che sono piaciuti a voi.

Avete un webcomic che va avanti da almeno sei mesi e vorreste che lo recensisca?
O non è vostro, ma che diamine, siete stanchi di fare citazioni spettacolari e non essere mai capiti da nessuno?
Non siete d’accordo con quello che scrivo?
Oppure sei quel disegnatore di fumetti che cerco da una vita, che ha proprio voglia di fare un fumetto dove non rischia di scrivere una sceneggiatura di merda, perché a quello ci penso io, lo scrittore dei miei coglioni?
Scrivete qui: vargas@satisfiedpear.it


Titolo: Axe Cop
Url: http://axecop.com/
Genere: Surreale, comico, sperimentale
Autori: Eathan e Malachai Nicolle
Cadenza: Un po’ quando gli pare a lui

Makes sense

Oggi parliamo di un’opera sperimentale.
AxeCop è il primo (e probabilmente unico) fumetto disegnato da un illustratore professionista e scritto da un bambino di 5 anni, suo fratello.
Nel Natale del 2010 Eathan Nicolle torna a casa per le feste e passa un po’ di tempo a giocare col fratellino di 5 anni, Malachai. Il pargolo si trastulla con un pupazzo d’un pompiere armato di ascia. Dice che si chiama Axecop. Per Natale Eathan regala al fratellino un recorder (quei flauti di plastica che si suonano alle elementari), che viene integrato nel gioco con il personaggio di Flutecop.
Eathan, un uomo di innegabile buongusto, decide quindi di farsi raccontare meglio la storia di Axecop e Flutecop dal piccolo Malachai, incalzando con domande sui punti oscuri del discorso (il marmocchio ha pur sempre 5 anni) ed operando un minimo lavoro di retcon tra le varie storie.

Trasformazioni che i Power Rangers in confronto sono un romanzo di Tolstoj

Nasce così Axecop, che narra la storia di Axe Cop. Un poliziotto con un ascia che decapita i cattivi. Fine della trama. Questo supereroe senza macchia e senza senso alcuno scorrazza con altri parti della fantasia infantile di Malachai combattendo generici “cattivi” ed acquisendo/perdendo continuamente superpoteri ogni volta che viene esposto al sangue di qualcosa.

Il risultato, potete immaginarlo, è bizzarro, infantile, ingenuo e fa ridere come poche cose in questo miserando universo. Inoltre, con tutto che la trama è scritta da un ragazzino di 5 anni, resta comunque più profonda e godibile di quella di Sacro/Profano.

Axecop ha ricevuto una fama di critica e pubblico incredibile, tanto che adesso ha anche una sua serie animata, che spero non faccia la fine di quella di Ratman. Fun-fact, esiste un episodio crossover tra Dr. Mcninja e questo fumetto. Ed è gioia pura.

A settimana prossima con l’ultimo appuntamento di questa stagione.

Batwarthogmanosamente vostro,
Lorenzo Vargas

#Webcoming – The Adventures of Dr. McNinja

Con questo post inauguro una rubrica di brevissime recensioni di Webcomic, per la quale non ho ancora un nome definitivo. Fosse stato per me l’avrei fatta sotto forma di filmato, ma purtroppo le mie conoscenze di videomaking raggiungono a fatica l’accensione di MovieMaker.
Comprendetemi.

Al momento, specie grazie a Shockdom, i webcomic stanno raggiungendo una discreta fama. Gente come Bigio di Drizzit, o Dado con Maschera Gialla, Pierz con Ravioli Western, ha capito (con il congenito ritardo Italiano) che non ha senso far pagare opere che si possono scaricare benissimo da internet in comode scan e quindi ha deciso di mettere il proprio lavoro gratuitamente online. Per la gioia di ogni liberista vecchio stampo, ciò non ha provocato la morte d’inedia dei suddetti, ma ha spinto una certa quantità di fan a comprare spontaneamente i loro volumi, alle volte anche ad un prezzo piuttosto alto.
Ma, non volendo crollare nel discorso da comunista che vi propino ogni volta, torniamo ai webcomic.

Siccome in Italia non abbiamo troppa dimestichezza col mezzo, mi prendo il pesante compito di raccontarvi queste opere (a volte) splendidamente sperimentali ed a volte molto più classiche dei classici.
Ovviamente con gli occhi di uno che non ne capisce un cazzo.
Purtroppo molti di questi webcomic sono inglesi. Che dire, è ora che imparate la lingua.

Avete un webcomic che va avanti da almeno sei mesi e vorreste che lo recensisca?
O non è vostro, ma che diamine, siete stanchi di fare citazioni spettacolari e non essere mai capiti da nessuno?
Scrivete qui: vargas@satisfiedpear.it

Ed ora cominciamo.


Titolo: The Adventures of Dr. Mcninja
Url: http://drmcninja.com/
Genere: Avventura, comico
Autori: Christopher Hastings
Cadenza: 2-3 tavole a settimana

Comincio con questo perché è stato la mia cosiddetta gateway drug.
La trama dell’opera è talmente surreale da potervi dare l’impressione che vi stia prendendo per i fondelli.
Patrick McNinja è il primogenito di un clan di ninja irlandesi emigrati in America agli inizi del secolo. Contrariamente a ciò che ci si aspetta da lui, volta le spalle al mestiere di famiglia (l’assassino prezzolato) nella profonda delusione dei genitori e decide di intraprendere un percorso totalmente diverso: invece di terminare vite, salvarle.

Lo capite che è un ninja dalla maschera. Lo capite che è un dottore dal camice. Lo capite che è FICHISSIMO perché ve lo dico io.

Patrick McNinja diventa così dottore in medicina e stabilisce il suo studio medico a Cumberland, nel Maryland, condotto con l’aiuto della sua fidata segretaria, Judy. Che è un gorilla. Letteralmente.
La sua vita scorre relativamente tranquilla, mentre cura morbi come la Malattia di Paul Bunyan (che trasforma i bambini/bambine in giganteschi boscaioli barbuti), o vive un surrogato di paternità quando “adotta” Gordito Delgado, un pistolero messicano tredicenne a cavallo di un velociraptor capace di farsi crescere folti mustacci con la sola forza di volontà.
Se questa premessa vi sembra il delirio di un tossicomane allucinato è probabilmente perché (lo è) non avete letto il resto del fumetto. In 12 anni di carriera, Patrick si trova a combattere contro ogni tipo di nemico, mentre affronta la dualità della propria natura (medico & assassino), ha a che fare col difficile rapporto con i suoi genitori, cresce Gordito con risultati alterni e sventa i piani assurdamente articolati di King Radical, il vero antagonista della serie. Sembra un po’ il Re di Burger King.
Il tono dell’opera è uniformemente ridicolo. Ogni cosa è curata per essere il più stupido, surreale ed assolutamente sensato possibile. Mantiene una ferrea continuity nei suoi 30 e passa episodi, continuity che, tristemente, sta volgendo al termine.

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Mentre vi scrivo, McNinja sta attraversando il suo (presumo) ultimo capitolo, laconicamente denominato “The End: Part 2”.
Qualora non vi avessi ancora convinto a leggerlo, vi lascio all’esaltante pagina introduttiva messa a disposizione dallo stesso Hastings. Oppure vi butto lì che nel fumetto c’è un crudele signore della guerra che è un Mago. Ed un Unicorno. Ed una Kawasaki Ninja bianca con gli arcobaleni.

Insieme a McNinja, Hastings è stato l’autore della miniserie Marvel Deadpool: Fear Itself, del nuovo titolo Gwenpool e nel 2015 è subentrato come nuovo sceneggiatore del fumetto di Adventure Time.

E che dire? Buona lettura, tanto è gratis.
Ci vediamo la prossima settimana, con un nuovo fumetto.
E ricordate: i ninja non possono catturarti se sei in fiamme.

Webcomicosamente vostro,
-Lorenzo Vargas-